Chiarisco: non si tratta di parlare male delle potenzialità del web. Anzi, ringrazio Internet di aver reso obsoleta la TV, ponendo fine a decine di anni (e chissà quanti milioni di ore) trascorsi da molti nella assoluta protratta passività ("teledeficienti" li chiamava qualcuno). E' un'evoluzione, un progresso, e va detto.
Solo, non mi sembra che tra le priorità della scuola oggi ci debbano essere né l'una né l'altra di queste due:
- veicolare i propri "contenuti" culturali ed educativi attraverso mezzi tecnologici, attribuendo un qualche valore intrinseco al solo fatto che il libro diventi un sito, che una discussione divenga un Forum, che un'aula si ritrovi ad essere virtuale
- occuparsi in misura preponderante dell'alfabetizzazione tecnologica degli studenti (se non in zone di disagio e povertà di mezzi, dove si intravveda un reale rischio di esclusione dai linguaggi e dagli strumenti della tecnologia)
Perché no? Perché, come cercavo di dire spiegandomi male, credo che questi percorsi
a)siano soggetti ad obsolescenza precoce, istantanea direi
b) nei casi peggiori contribuiscano a far perdere di vista la vera urgenza di questo tempo che è proprio, più che mai, la consapevolezza e l'esperienza della realtà, nella sua fisicità e nella sua (spesso) crudeltà. Questa secondo me è la priorità della scuola, questa è educazione e istruzione, oggi.
giovedì 16 aprile 2009
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